Inammissibile la richiesta di patteggiamento dell’autista che uccise Rebellin

Il Tribunale di Vicenza ha dichiarato inammissibile la richiesta di patteggiamento presentata dai legali di Wolfgang Rieke, il camionista che uccise Davide Rebellin

Rebellin
Davide Rebellin in una foto dal suo profilo Instagram mentre si allenava a Montecarlo


Il Tribunale di Vicenza ha esposto la proprio decisione nei riguardi di Wolfgang Rieke, il camionista che ha travolto e ucciso il campione di ciclismo Davide Rebellin. I legali dell’autotrasportatore tedesco avevano richiesto il patteggiamento per una pena di 3 anni e 11 mesi.

Il Tribunale però ha dichiarato inammissibile la richiesta di patteggiamento, dunque si dovrà procedere ancora per determinare la pena definitiva. La famiglia del ciclista veneto si è dichiarata soddisfatta per la decisione del giudice. “Ci riteniamo soddisfatti vedere che i giudici abbiano deciso di andare avanti e di mandare a processo Rieke“.

Il caso Rebellin

Quello della morte di Davide Rebellin è diventato un vero e proprio caso con risvolti e retroscena tutti da conoscere. Ricordiamo che Wolfgang Rieke, il camionista tedesco di 63 anni, travolse il campione di ciclismo veneto, mentre si allenava sulle strade della sua Vicenza, senza prestare neppure soccorso.

Il camionista era scappato in Germania e attraverso un ordine d’arresto europeo è stato fermato dalla Polizia tedesca. Rieke è poi stato estradato in Italia per ricevere il processo. I tre anni e undici mesi della richiesta di patteggiamento erano frutto di un accordo tra accusa e difesa, ma il Tribunale di Vicenza ha dichiarato inammissibile la richiesta. Perché? Si trattava della stessa richiesta che era stata già formulata dinanzi al Giudice dell’udienza preliminare.

Adesso si procederà col processo nei confronti del camionista tedesco che, ricordiamo, è ai domiciliari. La famiglia Rebellin, attraverso i suoi legali, ha spiegato che la prima udienza è fissata al prossimo 27 maggio. Quel giorno si aprirà la fase dibattimentale, in cui la famiglia del ciclista si è costituita parte civile.

Le parole della famiglia

Carlo Rebellin, fratello del compianto Davide, ha così parlato davanti al secondo rigetto del patteggiamento. “Non possiamo che essere soddisfatti del fatto che i giudici abbiano deciso di andare avanti e di mandare a processo Rieke. Rinnoviamo tutti i nostri ringraziamenti per il grande lavoro svolto dalla giustizia italiana per Davide, sia alla Procura sia al Tribunale“.

E ancora Carlo Rebellin ha continuato ai microfoni dei giornalisti: “Non ci aspettavamo la decisione perché temevamo che il collegio, dopo la concessione degli arresti domiciliari all’imputato, acconsentisse anche al patteggiamento. Invece, si riapre tutto” ha concluso ancora Carlo Rebellin. “Non vogliamo vendetta ma giustizia per Davide. Riteniamo che un giusto processo sia la sede corretta per accertare tutti i fatti e per arrivare a una condanna congrua“.

Autore Emanuele Peri

Sono un appassionato di ciclismo e di scrittura. Tutto è iniziato quando ero ancora molto piccolo e il giornalismo era il lavoro dei miei sogni. Unire questa passione ai pedali e alle due ruote è l'obiettivo verso cui tendere ogni giorno.

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