
Ivan Basso va a prendersi con autorevolezza tutti gli applausi e la festa dei 150.000 tifosi che ricoprivano la vetta dello Zoncolan come coriandoli dopo il passaggio del carnevale. E’ lui il Re della salita più tremenda del Giro d’Italia 2010, oggi non aveva rivali sulle pendenze più allucinanti
Dopo aver terminato ieri al secondo posto nel capolavoro di Nibali, oggi Basso ha schiantato la concorrenza con una serie di potenti progressioni. I ritardi sono pesanti: Cadel Evans si strugge e arriva secondo a 1′19″, Michele Scarponi non rischia, è terzo a 1′37″, Damiano Cunego oggi era pimpante, è quarto a 1′58″ poi Vino a 2′25″. In classifica generale Arroyo perde quasi 4 minuti e vede Ivan avvicinarsi a 3′33″

Cadel Evans è un uomo solo e suo malgrado non è nemmeno al comando. Il campione del mondo è forse l’atleta più forte a questo Giro d’Italia ma probabilmente non lo vincerà: la sua squadra è inconsistente così come la sua tenuta mentale. Oggi più che un ciclista si è esibito come pugile.
In modo politicamente scorretto lo capisco e forse avrei reagito nello stesso modo perché quel pugno a Righi è come una resa: dopo la giornata tremenda de L’Aquila il campione del mondo ha visto tutti i migliori provare una fuga impossibile in una tappa per velocisti. Alla fine hanno guadagnato solo 10 secondi - poca roba - ma anche questa volta lui è rimasto indietro.

Giro d’Italia 2010 9a tappa - Doveva essere una tappa noiosa, ma anche la Frosinone - Cava dei Tirreni ha tirato fuori uno spettacolo davvero incredibile. Non solo in volata - totalmente folle e imprevedibile con velocisti, scalatori, uomini classifica e finisseur - ma pure prima, quando tutta l’Astana ha provato la fuga dopo un buco.
Iniziamo dalla fine: vince Matthew Goss (HTC) con una volata di potenza e fin qui niente di strano, ma basta riavvolgere la cassetta per incontrare la solita fuga di giornata, la squadra della maglia rosa che attacca compatta e soprattutto un ultimo km da infarto con tutti che si giocano la vittoria. Mettiamo un po’ di ordine

Al traguardo oggi si incontravano i mostri della palude, non avevano più bianco negli occhi. Distinguere la maglia era un’impresa, i volti erano trasfigurati da viaggio all’inferno e ritorno in una terra che - purtroppo - poteva offrire uno spettacolo indimenticabile di tutt’altra natura.
Indimenticabile a livello estetico oltre che sportivo, invece oggi i corridori sono stati gettati in pasto al fango e alle cadute, costretti a zigzagare tra le ammiraglie in panne, obbligati a gettare gli occhialini per provare a vedere qualcosa. Ha vinto il campione del mondo dal sorriso gentile, mentre il kazako con gli occhi da killer ha ripreso la maglia rosa.

Cadel Evans oggi ha imbrattato volentieri la sua bella casacca da campione del mondo di fango. Vince la settima drammatica tappa e dimostra di essere il più forte in salita. La maglia rosa ritorna ad Alexandre Vinokourov, terzo oggi, e solido come sempre. Nibali è fatto fuori da una caduta poi è frenato dalla presenza ingombrante di Basso e arriva a 2′.
Grandissimo Damiano Cunego che è scattato più volte e alla fine strappa un secondo confortante posto, ma il migliore di tutti oggi è stato senza dubbio Michele Scarponi: cade e tutto solo recupera praticamente un minuto ai migliori, alla fine è miracolosamente nono. Poteva giocarsi la vittoria. E domani si sale al Terminillo.
Giro d’Italia 2010: ecco l’elenco di tutti i corridori e ciclisti partecipanti con le rispettive squadre che prenderanno il via da Amsterdam all’edizione 93 della corsa Rosa che quest’anno finirà a Verona il 30 maggio. Il numero uno - in assenza del vincitore uscente Menchov - va al campione del mondo nonché favoritissimo Cadel Evans
Diamo un’occhiata dunque all’elenco delle squadre invitate/convocate con i rispettivi capitani, mentre in galleria potete trovare gli specchietti con tutti i corridori invitati e le riserve per ciascuna equipe. Ricordiamo che Franco Pellizotti è stato escluso per via della “questione passaporto biologico”, qui tutti i dettagli
Freccia Vallone 2010 - Il muro di Huy meglio conosciuto come semplicemente “Il Muro” non perdona: non importa se sei il forte corridore per corse a tappe al mondo, perché quando sembra che la linea del traguardo sia prossima alla tua ruota anteriore le gambe scoppiano e vieni saltato una, due volte.
E’ questa la sintesi degli ultimi 300 metri della classica belga famosa per la sua tremebonda salita finale che impenna oltre il 20%. Contador si è fatto un viaggio non proprio comodissimo per arrivare in Belgio, tuttavia ha dato il tutto per tutto scattando nel momento decisivo. Ma non ha fatto i conti col campione del mondo Cadel Evans che l’ha infilzato senza pietà. Cunego, sfortunato, è quinto.
GP Insubria va al francese Samuel Dumoulin dopo una corsa aspra e combattuta soprattutto in salita. Rinaldo Nocentini era in fuga con Eros Capecchi ma è caduto rovinosamente a terra col compagno d’azione: il volo oltre al guardrail e l’atterraggio a margine della scarpata sono stati fatali, stagione finita.
L’ex maglia gialla allo scorso Tour de France ha riportato fratture alla gamba colpita dalla protezione stradale, tibia e perone saranno sottoposti a operazione per ridurre il danno, ma i tempi sono estremamente lunghi. Tutti i migliori auguri per Rinaldo, arrivederci al 2011.
Tour Down Under 2010 si infiamma nella tappa più impegnativa: ok in testa c’è sempre il velocista tedescone André Greipel, ma per la prima volta si è visto uno spettacolo degno di un altro Tour… vince lo spagnolo Luis Leon Sanchez (foto, AP) grazie alla collaborazione del compagno Caisse d’Epargne Alejandro Valverde. Ottimo anche Evans.
Il campione del Mondo della Bmc e idolo locale Cadel Evans le ha provate tutte per far felici i suoi tanti connazionali giunti sulle calde strade autraliane, ma la vittoria di tappa è andata al furbo spagnolo e quella finale sarà nuovamente del massiccio Andre Greipel (Htc-Columbia) che ha dalla sua ancora una sola tappa, per di più alla sua portata.
Parlano tre campioni di ciclismo. L’iridato Cadel Evans sulla sua nuova squadra e sulla prospettiva di ricevere un invito per le grandi corse. Armstrong vuole di nuovo portarsi a casa l’ottavo Tour de France. Gilbert mette le mani avanti e afferma che non parteciperà al prossimo Giro d’Italia.
Cadel Evans spiazza tutti e cambia squadra lasciando la belga Silence Lotto che l’aveva accolto da ormai qualche anno per approdare alla BMC che ultimamente sta attrezzando un team di primo livello visto che oltre al campione del mondo 2009 ha già preso anche quello del 2008, Alessandro Ballan.

Il Giro dell’Emilia del centenario va all’olandese 23enne spilungone ma tanto bravo in salita Robert Gesink che riesce a domare l’impegnativo strappo del San Luca. Malissimo gli italiani, sempre bene Cadel Evans quarto.