Commenti e photogallery di amarcord sul ciclismo. Un viaggio tra i ricordi in omaggio ai grandi della storia del ciclismo: da Gimondi a Merckx, da Bugno e Pantani.
Una volta il ciclismo su pista offriva spettacolo di pubblico oggi impensabili: serate d’estate con gente assiepata sugli spalti incurante dei pochi posti a sedere e delle zanzare. Oggi non esiste più un velodromo che possa esser chiamato tale in Italia, eppure è una formula di successo come dimostrato al recente EICMA 2008.
Iera sera su Sky Cinema Classic ho visto Bellezze in Bicicletta, un pittoresco film del 1951 con due giovanissime Silvana Pampanini e Delia Scala, poi Arnoldo Foà, Renato Rascel, Carlo Croccolo, Peppino De Filippo e Aroldo Tieri. Oltre a essere uno spaccato dell’Italia del primissimo dopo guerra è uno dei film più famosi con protagonista “la bicicletta”
Marco Pantani, infortunato, cantante per la sigla del Giro Sera 1996 “E adesso Pedala!”
A quattro anni dalla morte, ieri 14 Febbraio, vogliamo ricordare Marco Pantani con una serie di video che ne ripercorrono gli anni dell’esordio nel professionismo, delle vittorie più belle e degli ultimi tempi
Prima della diffusione totale della tv, c’era la radio e i giornali del giorno dopo. Foto si, ma anche vignette e caricature che rappresentavano ciclisti che erano campioni di bravura più che di bellezza, così devastati da fatica e sole. Nel Museo di Coppi e Girardengo a Novi Ligure (AL) si possono ammirare le vignette di Carlin
Vi ricorderete sicuramente della tappa dell’Alpe d’Huez del 1999 con il nostro Giuseppe Turbo Guerini in fuga magistrale davanti al gruppo della maglia gialla: è stata l’ultima grandissima vittoria del corridore che l’anno prima si era reso protagonista della splendida fuga al Giro con Pantani culminata con la prima rosa del Pirata
La salita più famosa del ciclismo è senza dubbio il Mortirolo, se si sussurrano quelle nove lettere a un qualsiasi ciclista lui penserà subito a una fatica come non ha mai provato prima. E’ vero, ci sono strappi-salite brevi o tratti di altre salite più dure, ma complessivamente e tenendo conto della media pendenza/km, il Mortirolo è, forse, la salita più difficile
Ottavio Bottecchia è stato il primo italiano a vincere il Tour de France nel 1924, amato non solo dai tifosi italiani, ha incontrato la morte in una stradina tetra del Peonis di Trasaghis: trovato agonizzante, in uno stato pietoso con fratture al capo e ferite ovunque è poi spirato 12 giorni dopo all’ospedale di Gemona del Friuli. Ma la sua morte, ancora oggi non convince, non è stata una semplice caduta
Ero sabbia ma non solo, sono nata dal calore e nel cambiamento. Ho visto tanta neve e il sole mi ha più volte scaldata piacevolmente: sono sempre stata pulita, ogni mattina mani gentili mi spalancavano e rendevano splendenti i miei riflessi. Anche se non ho sensi vedo e sento chi ospita la stanza che io illumino, questa notte ha dormito con me il Campione
Dopo aver trionfato nella Bike4Show, il campione del mondo Paolo Bettini ha ricevuto un prestigioso riconoscimento, no non stiamo parlando di medaglie o coppe, ma di una bicicletta storica come la Kalos resa famosa dal celeberrimo scrittore siciliano Andrea Camilleri che nel 1943 raggiunse la famiglia percorrendo tutta la strada a bordo della bici tra Serradifalco a Porto Empedocle
Sono passati tre anni e mezzo dalla sua morte, ma Marco Pantani, il ciclista più amato degli ultimi vent’anni fa ancora parlare di sè: Tonina la mamma del campione romagnolo è certa che non si sia ancora fatta abbastanza chiarezza sulla sua fine tragica, potrebbe essere stato addirittura un omicidio.
Il ciclismo è uno sport di gruppo e individuale allo stesso tempo: ne è prova il fatto che i leader delle classifiche generali o speciali indossano una maglia differente dai compagni di squadra. Ecco la prima puntata di una piccola guida su tutte le maglie di Leader principali delle più famose corse a tappe