Tour de France 2013: Frank Schleck non ci sarà, è squalificato

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Photo taken Saturday July 14, 2011

Il Tour de France 2013 perde già un possibile protagonista. Frank Schleck è stato infatti sospeso dalle autorità antidoping del Lussemburgo per un anno dal momento della positività avvenuta il 14 luglio 2012 dunque starà fuori fino al 14 luglio 2013 prossimo. Ergo: niente Tour 2013 per il ciclista della formazione RadioShack Nissan Trek. Ovviamente è stata messa in pratica la retrodatazione e dunque Frank Schleck, come spiegato da Robert Schuler, l’inizio della pena coincide con il test fallito per la presenza di tracce di diuretico Xipamide (un coprente). Ovviamente il lussemburghese ha sempre allontanato ogni accusa dichiarandosi sempre innocente.

Frank Schleck e la positività al Tour 2012

Ridere per non piangere. Frank Schleck è stato trovato positivo al controllo antidoping del 14 luglio al Tour de France 2012, nel suo sangue è stata individuata traccia di un diuretico chiamato Xipamide, che ovviamente funge da coprente per sostanze effettivamente dopanti. La RadioShack lo ha immediatamente ritirato dalla competizione e in tarda serata il lussemburghese si è consegnato di spontanea volontà alla Gendarmeria per sottoporsi all’interrogatorio che l’avrebbe comunque aspettato da lì a poco. Meglio arrivarci da solo che scortato dai gendarmi, avrà pensato Frank. Ebbene, ridere per non piangere si diceva: è emblematico che la positività dello Schleck grande sia arrivata nel momento in cui era più scarso. Dopo un ridicolo Giro d’Italia con promesse di sfracelli e poi il ritiro con la coda tra le gambe non appena si è passati vicino agli aeroporti di Milano, con già sulla schiena un bel carico di minuti di ritardo dai primi, Frank Schleck si rende protagonista di un nuovo eclatante caso di positività al Tour de France. E’ vero: la presenza di Xipamide è stata riscontrata solamente nel campione A delle urine del lussemburghese e dunque se si avvarrà della facoltà di richiedere le controanalisi (entro 4 giorni) potrebbe anche avvenire il “miracolo” di veder scomparire le tracce del diuretico nel campione B, ma è difficile.

La RadioShack lo ha immediatamente sospeso e si è allontanata dal corridore affermando giustamente che la sostanza non rientrava nel pacco medicinali a disposizione del team e dunque, se assunta, era avvenuto da parte dell’atleta di sua spontanea volontà. In classifica generale era finora 12esimo con un ritardo già pesante di 9’45″ e praticamente non si era mai visto in nessuna occasione importante. Al Giro d’Italia ha fatto pena: singolare che questa positività sia uscita proprio nell’anno che l’ha visto più mediocre e non l’anno scorso quando era giunto addirittura sul podio del grande ricciolo, dietro al fratello Andy. Ora come proseguirà la vicenda Xipamide-Schleck? Aspettiamo una sua comunicazione ufficiale – che potrebbe arrivare da Twitter, non ci stupiremmo – sul controllo fallito a seguito della tappa del 14 luglio a Cap d’Adge. Di sicuro potrebbe allontanarsi dalla verità, come fanno un po’ tutti i dopati, affermando che “E’ tutto falso, non ho preso mai niente, ci dev’essere stato un errore”. Prendete questa frase, cambiate qualche parola e il gioco è fatto. Oppure potrebbe optare per il silenzio che gli renderebbe un grammo di onore in una nuova pessima vicenda. Con i controlli attuali, la positività all’antidoping non è solo un segno di antisportività, ma anche e soprattutto di scarsa intelligenza.

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Gio 31/01/2013 da Diego Barbera in

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