Ryder Hesjedal vince il Giro d’Italia 2012, podio tutto straniero

Ryder Hesjedal vince il Giro d’Italia 2012, podio tutto straniero

Giro d' Italia 2012 Nona tappa arrivo

Ryder Hesjedal ha vinto il Giro d’Italia 2012 di ciclismo (95esima edizione) con un vantaggio finale di 16″ su Joaquin Rodriguez. Lo spagnolo ha perso 48 secondi nella cronometro finale di Milano (28.2 km in un circuito cittadino) valevole come 21esima tappa. E la prima volta che un canadese vince il Giro d’Italia, dopo il salto la sua carriera e anche il riassunto di questa sua prestazione alla corsa rosa. La cronometro finale è andata allo specialista italiano Marco Pinotti sul britannico Geraint Thomas e sul neo-zelandese Jesse Sergent. Il podio finale è tutto straniero e vede al secondo posto dunque Purito Rodriguez e al terzo posto Thomas De Gendt (a 1’39″), mentre Michele Scarponi scende al quarto posto (a 2’06″).

Iniziamo dalla biografia e dalla carriera. Ryder Hesjedal è nato il 9 dicembre 1980 a Victoria, la capitale della provincia della Columbia Britannica in Canada. Pochi lo conoscevano prima di questo Giro d’Italia, eppure era stato vice-campione del mondo Under-23 di mountain bike del 2001 (quando correva per i colori Rabobank). Il passaggio alla strada è stato nel 2004 con la US Postal Service. Nel 2005 il battesimo al Giro d’Italia con il ritiro. Successivamente si è accasato presso la Phonak (2006) passando poi al Health Net presented by Maxxis diventando campione del mondo a cronometro.

Nel 2008 il passaggio verso l’attuale squadra. Prima si chiamava Team Slipstream-Chipotle poi ha cambiato denominazine in Garmin-Chipotle e infine Garmin Barracuda come quest’anno. Nel 2008 conclude al 47esimo posto il Tour de France, nel 2009 è undicesimo alla Liegi-Bastogne-Liegi e quinto alla Clásica San Sebastián. Bel secondo posto all’Amstel Gold Race 20120 dietro solo Philippe Gilbert, poi nono alla Freccia Vallone e dodicesimo alla Liegi-Bastogne-Liegi. Ottimo sesto posto al Tour de France 2010 che diventa 17esimo nel 2011.

Quest’anno si è nuovamente piazzato alla Liegi Bastogne Liegi (nono) e dunque il trionfo del Giro d’Italia 2012 con la maglia rosa conquistata per la prima volta a Rocca di Cambio poi ceduta ad Assisi, a vantaggio di Joaquim Rodríguez, ripresa poi a Cervinia poi ripersa a Pian dei Resinelli e riconquistata in modo definitivo a Milano. Oggi, ricordiamolo, ha vinto Marco Pinotti davanti a Geraint Thomas e a Jesse Sergent. Poi quarto posto per Alex Rasmussen e infine quinto proprio Thomas De Gendt che “si è svegliato tardi” vista la sua bravura in salita e a cronometro avrebbe potuto puntare molto più in alto.

Le prime parole del vincitore del Giro 2012: “E’ un’esperienza incredibile, una gioia troppo grande da poter esprimere a parole, sono felicissimo per me e per la squadra. Più trascorrevano i giorni più ci abbiamo creduto, io mi sentivo sempre meglio e sono contento di aver centrato un risultato che all’inizio del Giro sembrava davvero impossibile da raggiungere. Ringrazio tutti, dai tifosi alla squadra che mi hanno sempre sostenuto”

580

Segui Sui Pedali

Dom 27/05/2012 da

Commenta

Ricorda i miei dati

I commenti possono essere soggetti a moderazione prima della pubblicazione, pertanto potreste non vederli direttamente online non appena li inviate. Se ritenuti idonei, verranno comunque pubblicati entro breve.

Pubblica commento
Roberto 28 maggio 2012 13:40

Onore al merito. Ryder è stato davvero un grande e si merita questo giro. Mi dispiace moltissimo però per il povero Purito… vederlo perdere per soli 16 secondi è davvero dura… avrei preferito vederlo prendere un paio di minuti ieri alla crono… ma vederlo andare così forte eppure… non abbstanza…. deve bruciare parecchio. Pazienza… solo che non penso possa avere un’altra occasione. Bravi tutti e due. Anche Scarponi ha dato spettacolo… purtroppo ha avuto una giornata storta… Ma la differenza in salita che tutti aspettavamo non si è vista da parte di nessuno… lo spilungone è stato il più forte anche sullo Stelvio se consideriamo che si è accollato da solo l’onere di chiudere su De Gendt. Il birillo resta un birillo e speriamo di rivedere Nibali… magari con un’altra maglia.

Rispondi Segnala abuso
Seguici