Rasmussen rischia stop di due anni

un consiglio: Michael mangia un po’ di più in questi due anni!
Dal vincere la più prestigiosa corsa a tappe del mondo, il Tour de France a uno stop di due anni: è questo ciò che merita il danese Michael Rasmussen per via dei non meglio precisati spostamenti durante gli allenamenti atti a eludere i controlli antidoping. Il responsabile antidoping dell’UCI, Anne Gripper ha equiparato la sua situazione a quella di un atleta che salta volontariamente un controllo
Non possiamo che essere d’accordo. Ma andiamo con ordine.
Tour de France 2007, Rasmussen sta stupendo tutti con la sua maturazione che l’ha portato a diventare uomo di classifica e leader con indosso la maglia gialla dopo anni passati a fare il rompiscatole fuggitivo con il solo obbiettivo della maglia a pois. Va fortissimo, sembra destinato a una facile vittoria anche nonostante la crono finale, dietro lo spagnolo Alberto Contador non sembra in grado di coprire il gap.
Ma succede l’imprevedibile: viene fuori la storia dei mancati esami antidoping, lui dice di essersi allenato in Messico il paese natale della moglie, ma il nostro Davide Cassani in diretta tv lo smentisce dicendo di averlo visto in Italia nei periodi incriminati. La Rabobank evita problemi e (troppe) brutte figure estromettendolo dalla corsa. Cacciata la maglia gialla dopo che aveva vinto la sedicesima tappa mettendo un sigillo alla classifica!
Poi Michael ritratta tutto negli ultimi giorni, dice che è vero che si trovava in Italia e Francia in quel periodo, ma solo per ragioni famigliari che non poteva esplicare. Dice anche che la Rabobank sapeva tutto e che non doveva attaccarlo così esplicitamente al Tour… oggi la proposta di squalifica, quasi sicura l’attuazione







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