Lance Armstrong: riduzione della squalifica se collabora?

Lance Armstrong: riduzione della squalifica se collabora?

ARMSTRON Bruyneel

Lance Armstrong potrebbe godere di uno sconto di pena nel caso in cui collaborasse con l’agenzia antidoping WADA e con l’Unione Ciclistica Internazionale: è questa l’ipotesi avanzata da Brian Cookson (presidente UCI) che coinvolge il texano e che potrebbe vedere annullata la squalifica a vita a 8 anni. Il che permetterebbe all’americano di dedicarsi al triathlon, non certo di ritornare alle corse. Ma poi, chi lo vorrebbe? Di sicuro sarebbe interessante una confessione totale rispettando la “trasparenza e onestà al 100%”" richiesta dalla federazione internazionale. Sarebbe però meglio ancora se Armstrong confessasse davvero tutto senza chiedere niente in cambio visto che quello che ha tolto allo sport lo posiziona nella più infima delle categorie possibili, non solo a livello sportivo.

La vicenda Armstrong: persi tutti i Tour e il bronzo olimpico 2000

Lance Armstrong rinuncia al ricorso al TAS (Tribunale arbitrale dello Sport) di Losanna e dunque non si avvale dell’ultimissima opportunità per controbattere alle accuse. C’era da aspettarselo, ora è ufficiale: perderà tutti i successi inanellati dal 1999 al 2005 inclusi dunque le varie vittorie di tappa, i sette Tour de France vinti consecutivamente e, ultimo ma non per importanza, anche il bronzo a cronometro alle Olimpiadi 2000 di Sidney. Il termine ultimo era giovedì scorso, ma il texano ha confermato la propria linea accettando le decisioni. Dopo il salto ripercorriamo le vicende sportivo-giudiziarie che hanno portato alla sentenza ora definitiva e inappellabile. Come da previsioni, gli sponsor hanno stracciato il contratto con Lance Armstrong: Nike e Trek ossia rispettivamente il fornitore di prodotti di abbigliamento e accessori e quello per l’attrezzatura tecnica dalle bici in giù hanno detto stop. “Per noi non è accettabile il doping in nessuna forma – ha comunicato la Nike – quindi con grande tristezza risolviamo ogni rapporto con Lance Armstrong. Ma continueremo a supportare la Livestrong per la lotta contro il cancro”. Già, ma a capo dell’associazione non ci sarà più Lance, che si è autosospeso. In più, oltre alla Trek anche altre società legate al texano hanno fatto dietrofront, la Anheuser-Busch, la RadioShack, la FRS, la Honey Stinger e la Easton-Bell.

Ora è definitivo e ufficiale: i Tour de France vinti da Lance Armstrong non saranno riassegnati. Il texano non si opporrà alle accuse dell’USADA – Agenzia americana antidoping – e di fatto si arrenderà alla battaglia per dimostrare la propria innocenza contro le voci di doping sistematico dal momento del ritorno alle competizioni nel 1998 fino al ritiro dopo il settimo Tour de France. Con un comunicato sul sito ufficiale, Lance ha ribadito le proprie posizioni, ma ha anche affermato di essere stanco e esausto per via di queste battaglie legali. Come conseguenza immediata perderà tutti e sette i Tour (dal 1999 al 2005) e sarà radiato a vita. Attendendo ulteriori informazioni e dunque sospendendo qualsiasi altro giudizio sulla vicenda, ripercorriamo le ultime fasi dello scontro Armstrong-USADA dopo il comunicato dello scorso agosto.

Lance Armstrong si è praticamente ritirato dal ciclismo professionistico per dedicarsi ancora al triathlon ossia alla specialità che l’aveva lanciato nel mondo dello sport che conta. Tuttavia dovrà sospendere ogni attività agonisticadato che l’USADA lo sta per incriminare definitivamente per via delle tanto discusse vicende legate al presunto sistematico ricorso al doping nel corso di tutta la sua attività dopo il rientro in seguito al tumore. Dato che non si opporrà, arriverà la condanna inoppugnabile e Armstrong perderà tutti e sette i Tour de France consecutivi vinti dal 1999 al 2005. Le prove sarebbero riscontrabili in campioni di sangue in possesso dell’agenzia americana antidoping.

Sin dai primi anni dal rientro in seguito al tumore che l’aveva colpito e che l’aveva quasi sconfitto, il texano è stato accusato di aver utilizzato la pratica del doping in modo sistematico, sfruttando di anno in anno tutti i nuovi prodotti usciti allo scoperto, molti dei quali ancora in fase sperimentale, tanto che non sarebbero stati nemmeno visti ai controlli in quanto non esistevano metodi ufficiali per riscontrare la presenza delle sostanze. Insomma, la faccenda è maledettamente seria. Armstrong dice di essere stanco di controbattere alle accuse, ma forse semplicemente non ha più i mezzi per coprire ciò che ha fatto.

L’Agenzia Usa Antidoping ossia l’USADA è tornata alla carica e – come raccontato dal Washington Post in esclusiva – già da giugno aveva pronta l’accusa e l’incriminazione per l’uso di doping per tutti e sette i Tour de France conquistati di fila, un record imbattuto (e lo sarebbe stato chissà per quanti decenni). Ovviamente Lance si è subito scagliato contro le accuse “Non mi sono mai dopato, sarei stato un pazzo a farlo dopo ciò che ho vissuto. Ho gareggiato per 25 anni senza alcun calo di prestazione e superando tutti e 500 i test ai quali sono stato sottoposto“. Le prove avanzate dall’USADA si riferiscono a campioni ematici del biennio 2009-2010 e proverebbero l’uso di doping anche negli anni precedenti.

La difesa di Armstrong tendeva a smontare l’attendibilità di chi lo addita di essere un dopato: ad esempio sull’affidabilità del procuratore federale statunitense, Andre Birotte Jr che a febbraio ha ritirato le accuse del 2010. L’USADA ha coinvolto nell’indagine non soltanto Armstrong ma anche altri cinque ex tesserati, tre medici tra cui Michele Ferrari, un preparatore e il team manager Johan Bruyneel. Sarebbero state utilizzate sostanze come Epo, testosterone, corticosteroidi e trasfusioni oltre che ovviamente mascheranti. Anche nell’ultimo comunicato sul sito ufficiale, Armstrong ha messo in mezzo la malattia e l’associazione benefica che ha fondato e che ha raccolto milioni e milioni di dollari per la lotta al cancro. In realtà non si è mai discusso sulla formidabile ed encomiabile forza di volontà dell’americano nell’affrontare il tumore né della sua lodevole associazione. Qui si parla di sport e di doping e a quanto pare la verità è giunta finalmente a galla.

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Ven 15/11/2013 da in

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Gix 23 giugno 2012 11:18

peccato se cosi fosse

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Luca 19 settembre 2012 20:51

Ecco chi e cosa hanno distrutto la psiche del povero Marco Pantani..ecco chi era il vero campione,sconfitto solo dalla slealtà e dall’illegalità di questo finto campione e dal suo entourage!
Sempre viva Marco Pantani!!

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