Col d’Izoard: altimetria e percorsi di una salita leggendaria
Ieri, Domenica, sono andato con il mio gruppo a far un giro in Francia e più precisamente intorno a Briancon con la salita bellissima e faticosa (soprattutto per il Sole!) del Col d’Izoard una salita mitica indissolubilmente legata alle imprese del Giro e del Tour de France e soprattutto a Fausto Coppi.
E’ stata percorsa anche quest’anno dal Giro nella tappa poi vinta da Danilo di Luca su Gilberto Simoni. Noi abbiamo fatto un giro ad anello di circa 85 km, ve lo suggerisco caldamente perchè è splendido, ma un consiglio: meglio a inizio o fine Estate perchè il nemico numero uno non è la pendenza o la lunghezza della salita quanto il caldo e la mancanza totale di ombra! Senza ombra, a Luglio si rischia un coccolone da paura e noi (neanche a farlo apposta) abbiamo scelto una domenica senza vento con temperature record…
Siamo partiti da Briancon, raggiungibile dal Nord Italia in poche ore, e abbiamo preso per Gap per iniziare una discesa molto bella in cui si superano spesso i 75 km/h visti i rettilinei e il traffico trainante a fianco. Come sempre in Francia gli automobilisti sono più rispettosi che da noi e non si è sentito volare un colpo di clackson nemmeno quando si andava in doppia fila! Dopo un po’ però la discesa è inquietante perchè si scende e si scende e si pensa “ma poi quanta salita si deve fare?!”. D’altra parte si parte e arriva in uno stesso punto e quindi… ad ogni modo, dopo 15 km circa si arriva a l’Argentiere en Bessèe (976 mt.) seguiti da altrettanti 15-16 km per arrivare al Mont Dauphin (900 mt.): occhio alle indicazioni!, si deve prendere a sinistra in direzione Guillestre (mt. 1000). Inzia la salita? Sembra. Ma in realtà si entra nel Parco del Queyras in un percorso abbastanza dritto che segue il fondo valle e dal quale si può ammirare il limpidissimo fiume Guil con i suoi escursionisti in canoa o in gommone giù per le rapide.. beh in realtà non molto rapide. Si incontrano gallerie molto buie, fate attenzione soprattutto alla prima che è anche la più lunga. Dopo essere rientrati verso l’interno ecco finalmente (o purtroppo) la salita che porta al bivio per l’Izoard girando verso sinistra. Non andate dritti perchè si va poi in Italia verso il Colle dell’Agnello o Colle della Pecora come ha detto mia nonna che non si ricordava bene il nome.
Si capisce subito come sarà la salita: dritta, soleggiata, senza ombra nemmeno a pagarla. Il sudore scende copiosissimo e l’acqua comincia a scarseggiare, la salita è di buona pendenza, si prosegue agili e si passa in mezzo a pittoreschi praticelli che oltre a distrarti non ti danno l’impressione di salire così duramente. Basta girarsi indietro e guardare la velocità per capire meglio! Finalmente si giunge al primo paese, Arvieux (1544 mt.), vicino al campanile c’è una fontana fatta con una botte: rifornimento obbligatorio anche perchè io avevo praticamente finito l’acqua. Che è buonissima sa di neve sciolta, non abusatene e soprattutto se siete molto accaldati bevete a piccoli sorsi. Dopo tre km troviamo Brunissard (1771 mt) e poi basta leggeri falsopiani o fontanelle quindi regolatevi. A ogni km troverete altitudine e percentuale della salita che gravita sempre intorno all’8-9% sempre sotto il sole arrabbiato.
Si giunge poi finalmente verso quella che è stata chiamata “Casse Deserte” perchè la vegetazione finisce e ci sono solo rocce e pietre giusto per dare ancora di più un senso di caldo opprimente. Io mi ricordavo che l’arrivo era a 2360 metri slm e quindi ero contento una volta arrivato a 2200 peccato che c’è una discesa di qualche centinaia di metri che ti rompe un po’ il ritmo e ti fa scendere… meno male che c’è il monumento a Coppi e Bobet dove fermarsi un attimo a fare una foto ricordo! Poi si prosegue per altri 3 km non durissimi e si arriva finalmente conquistando il mitico Izoard appunto a 2360 metri.
Dopo la sosta doverosa per aspettare gli staccati e i dispersi e le foto di rito davanti all’obelisco ci si getta in discesa verso Briancon: bellissima la strada con tornanti e curve tecniche dove si raggiungono alte velocità e si può tagliare e disegnare traiettorie dato che si ha un’ampia visuale! Anche qui rettilinei che ti sparano a oltre 80 km/h. Infine la mitica città di Briancon

















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