Al Giro d’Italia la scelta dell’attimo, la natura del ricordo

Al Giro d’Italia la scelta dell’attimo, la natura del ricordo
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giro d italia scelta

Passando sul percorso della Belluno-Nevegal del Giro d’Italia abbiamo incontrato la folla che attendeva il passaggio dei corridori lungo la salita. Un catalogo di pance trasbordanti, un campionario di abbronzature incomplete da muratore o da ciclista, appunto. Ma ciò che è stato interessante osservare non era questo spettacolo (?) cromatico e ahinoi uditivo e olfattivo peggio ancora. No, quel che era interessante – e le immagini in TV lo hanno mostrato per bene – è la scelta. La scelta di guardare il corridore oppure di fotografarlo. E’ un dilemma classico dello spettatore del Giro, che opta per il piacere dell’attimo determinando la natura del ricordo.

C’è chi viene al Giro per guardare i corridori senza sapere minimamente chi siano oppure come funziona la classifica, chi sono i favoriti, ecc… si affaccia per strada, magari si apposta per ore e in pochi secondi tutto passa col vento colorato del gruppo.

C’è chi decide di immortalare il gruppo con il cellulare oppure con la fotocamera. In tal modo avrà un ricordo duraturo, ma osserverà i corridori attraverso un display – per mirare – e quindi si godrà una piccola percentuale di quest’esperienza. Che sarà mediata.

Altri invece preferiscono scegliere il supporto di registrazione di serie ossia la memoria intrappolata nelle sinapsi e fotografa la scena con lo sguardo, trattiene i suoni, perfino i profumi (inconsapevolmente). Scorre con lo sguardo passando velocissimo da un corridore a un altro, cercando la maglia rosa, finché in pochi secondi tutto sarà finito.

Non avrà una fotografia, è vero, ma potrà raccontarlo ed eviterà di castrare la visione attraverso uno schermo digitale, come una piccola tv. Il Giro d’Italia è preceduto da un trambusto infernale di sirene, sgommate d’auto e di moto, ragazze fuori dai finestrini, gadget volanti e strombazzi. Poi improvvisamente sopraggiunge e assalta la strada a una velocità sorprendente, prende forma il concerto di catene e di pedali, sposta l’aria come un treno merci e passa senza indugiare. A voi la scelta.

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Mar 24/05/2011 da

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